Al bar, questa mattina, con un vecchio amico giornalista.

D. Ciao Andrea, come te la passi?
A. Bene, al 30 settembre mi fanno finalmente un contratto, ex articolo 12!! [NdR. Definisce la posizione di “Corrispondente”] 
D. Ottimo, erano tre anni che lavoravi pagato al pezzo come un salumiere..
A. Beh, tu da cinque!!
D. E come mai il 30 settembre?
A. E’ il giorno in cui scade la possibilità  per il “condono contributivo”…
D. Che vigliacchi…
A. No, in realtà  l’editore vorrebbe beneficiare di questo sgravio per la mia assunzione, ma l’Inpgi [NdR. Istituto di Previdenza dei Giornalisti Italiani] non ha emanato le norme attuative per recepire la normativa nazionale. Inps l’ha fatto, Inpgi no. Aspettiamo così fino all’ultimo per poter usufruire di una norma contenuta nella vecchia Legge Finanziaria, ma che è stata completamente snobbata nel settore giornalistico…
D. Beh, peccato, avresti regolarizzato parte del pregresso…
A. Già . Come si dice: “Chi ha dato, ha dato…”
D. …e scurdammuce u passato.

Forse avrebbe titolato così Safran Foer l’articolo di oggi di Michele Tiraboschi sul Sole 24 Ore (.PDF) che a mio giudizio appare assai poco decente per mancanza assoluta di dati Inps a suffragio delle tesi espresse e altri dettagli – in cui il giuslavorista, citando il ministro Sacconi, afferma:

Nessuna attività  lavorativa è di per sé inidonea ad essere configurata come collaborazione“.

In pratica il Governo “archivia” la circolare Damiano sui lavori che non possono essere svolti a progetto e tira silenziosamente lo sciacquone.

Preso dall’insofferenza per la faccia tosta con cui la maggior parte delle piccole imprese che (ho incontrato e che) operano nel settore dell’edilizia dichiarano di accettare lavori soltanto se in nero; piuttosto arrabbiato per avere perso un sacco di tempo con chi voleva lavorare alla ristrutturazione del mio appartamento senza DURC; motivato dalle interessanti testimonianze e dalle tecniche di investigazione apprese al Master in Giornalismo investigativo che ho vinto (e ahimè già  terminato)…

… ebbene, ho deciso di avviare una piccola inchiesta sperimentale “in formato audio”. Il microfono che uso solitamente per le interviste è finito sotto la maglietta durante gli incontri con un imprenditore edile. La finalità  è ovviamente giornalistica e non mi interessa citare le imprese. L’importante è che si comprenda realmente quale mercato del lavoro ci troviamo di fronte. Io insisto per pagare Iva e fatture, fare una regolare Denuncia di inizio attività  (DIA). L’impresario cerca di convincermi che è il “sistema che non si può” e che non devo farmi prendere in giro dalle chiacchiere di chi (=lo Stato) mi offre un credito d’imposta del 36% sulle ristrutturazioni.

Ecco la parte migliore della conversazione (roba da scriverci un trattato di sociologia).

[audio:Ristrutturazione.mp3]