Non sempre è colpa del sistema, ci sono anche le persone. In questa mia vicenda di malasanità  vi fornirò un esempio concreto, che non soltanto ha messo ko una bimbetta di 16 mesi (oggi in ripresa, per fortuna), ma determinato costi sociali interessanti da analizzare, perché innescati a catena, come in un gioco del domino, “il grande gioco del Welfare State”, dove un tassello è in grado di tirarne giù altri con effetto immediato [post, lungo, a vostro rischio e pericolo…]. Continua a leggere

Qualcuno potrà  pensarla diversamente, ma secondo me l’estensione delle comunicazioni obbligatorie e il DURC (per esempio obbligatorio nelle DIA per le ristrutturazioni edilizie) sono due imposizioni importanti, per nulla inutili, nella lotta al lavoro nero. Non è vuoto potere dell’ufficialità  (burocrazia), ma ha sane ragioni di trasparenza. Non è un caso che per entrambe le dichiarazioni Internet c’entri moltissimo.

Quando accadrà  che il nostro sistema in cambio della disponibilità  verso la flessibilità  non ci restituisca più un calcio sui denti? Con maggiore tatto, Ladypeterpan, in un post molto bello (da leggere) dice la stessa cosa, così:

Una vita lavorativa più flessibile non può spezzarsi quando si passa da un impiego all’altro, oppure da un lavoro dipendente a un lavoro autonomo, o viceversa. Chi è più mobile non può essere meno tutelato o più penalizzato: dovrebbe essere, maggiormente ricompensato, perché dà  al sistema la snellezza che esso richiede. Questo principio è basilare per una sicurezza sociale che aggiorni le tutele di ieri senza rinunciare al cammino storico della solidarietà  e dell’uguaglianza.