Archivio di luglio 2007
Paternità, perché parlarne?
[Inizia con questa prima puntata la rubrica "Paternità & dintorni" a cura di Livio Martucci, un amico e bravissimo papà, che presenterà luci e ombre della paternità e del rapporto con la vita lavorativa e familiare. Un tema stupendo, poco conosciuto in Italia, che sono contento di ospitare su Humanitech. Grazie Livio!! ]

Perchè questo forum sulla Paternità? Beh i motivi sono diversi, vediamo. Prima di tutto il sottoscritto in questo momento è in paternità (dicasi “congedo parentale”) e voglio raccontare la mia esperienza. Mi sono reso conto delle difficoltà che si affrontano nel prendere questa decisione e ritengo importante incoraggiare i nuovi papà a usufruire di questo strumento legislativo discutendo degli impatti sia sul lavoro sia in famiglia.
Un altro argomento (non privo di aspetti comici) sono le reazioni alla decisione di colleghi, clienti, amici e parenti. Poi c’è la questione legata agli aspetti legislativi e voglio sottolineare da subito l’enorme mancanza di conoscenza della legge in materia e in particolare un aspetto: il padre può prendere il congedo parentale in concomitanza con la madre, sia nel periodo di maternità obbligatoria sia in quello del congedo parentale facoltativo di cui può usufruire la mamma.
Ripeto: non è vero che il papa ha diritto al congedo parentale soltanto se la mamma ritorna al lavoro. NON E’ VERO!!! Anche i vostri commenti serviranno a chiarire le varie sfaccettature che il monolite paternità può presentare.
Questo ovviamente è un primo post per prendere confidenza con il blog. Vi rimando a settembre, per sviluppare insieme la questione. A presto dunque.
Dal portale alla porta
Monster.com ha deciso, per voce del capo supremo Sal Iannuzzi, di lasciare a casa 800 persone dal 2008 (Cheezhead calcola sia pari al 15% della forza lavoro impiegata). Qui la lettera ufficiale, spedita a tutti i dipendenti worldwide. In Italia pare non ci siano ripercussioni.
Non credo avranno difficoltà con l’outplacement :-)
P.S. Questa la cinica reazione di Borsa all’annuncio:
Leader cattivi e cattivi leader
Francesco Alberoni, ovvero della banalità del pensare. Qualche volta, però, si trovano cosucce da sottolineare nel suo pallosissimo taglio basso sul Corriere della Sera del lunedì [P.S. Nuovi Pasolini, per cortesia, fatevi avanti..]. Oggi scrive:
La prima cosa che dovete fare quando vi viene dato un posto di responsabilità è scegliere bene i collaboratori. E anche a squadra fatta se vi accorgete, a un certo punto, che uno è incapace o fannullone o disonesto o mentitore o invidioso, isolatelo, sbarazzatevene. Non perdete tempo nel tentativo di recuperarlo, non trovategli scuse o attenuanti.
Scacco matto
Fu il primo regista che mi convinse a leggere le sue sceneggiature perché quello che mostrava trascendeva sempre la mera narrazione filmica. Ed era folle, diverso, inquietante. Mi innamorai presto dei suoi film ed è stato una pietra miliare della mia formazione. Il film più apprezzato: Come in uno specchio. Difficile e intenso. Il Posto delle fragole quello che ho visto di più negli anni del liceo, complice la morte, Bibi Anderson e Max Von Sydow che diventarono per me, insieme a Liv Ullman, maschere di nuove tragedie greche al tempo del XX secolo. E ancora, Fanny e Alexander, Il Settimo sigillo, Sussurri e grida. La memoria, l’ineluttabile, la psicoanalisi. Imparai presto le prime battute di Max Von Sydow, guardando e riguardando quell’inizio surreale, magmatico, perfetto:
- Chi sei?
- Sono la morte.
- Che cosa vuoi?
- Sono venuto a prenderti!
Grazie Ingmar Bergman.
Nostalgia da ufficio
Temi leggeri, ogni tanto. Soprattutto in dirittura d’arrivo per le ferie. Se poi non partite, beh, godetevi ugualmente questi video che hanno la capacità di far passare all’istante la nostalgia da ufficio, quell’amara sensazione di avere sbagliato a lasciare il lavoro in estate e che potrebbe venirvi sotto l’ombrellone, quando sarete circondati da 100mila vacanzieri assatanati di relax.
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L’importanza del nome
Il Governo in questi giorni sta mettendo mano alla normativa che regola il mercato del lavoro. E’ cosa nota e torneremo più avanti sui dettagli. [Se vi interessa la fonte originale del documento presentato alle parti sociali: "Protocollo su crescita, lavoro e competitività. Per l’equità e la crescita sostenibili". Una versione, in un file digitale più decente, si trova qui]. Ma come chiamare questo pacchetto? Riforma Damiano? Pacchetto Prodi? Manovra 2007? Oggi i giornali la definiscono genericamente “Riforma del Welfare” (è curioso che il nome più naturale sia quello di un ex Ministero spacchettato, a riprova che la ripartizione non è poi così utile nei momenti di sintesi). Un nome migliore per ora non si trova, anche se credo sarà necessario. La Legge Biagi è la Legge Biagi, per esempio. E questo aiuta a capire quali siano i benefici e le problematiche che con il tempo si sono generate. Un nome identifica chiaramente chi ha definito l’imprinting di determinate manovre legislative. Già, ma chi è oggi? Senza nome e senza padri, le grandi Riforme zoppicano. Mi piacerebbe che qualcuno si assumesse la responsabilità di questo blocco di modifiche. Come per il Decreto Bersani. O come fanno gli americani per gli uragani. Per Katrina, Andrew o Charley (che ho schivato per un pelo nel 2004). Pensate che negli Usa stabiliscono addirittura una lista di nomi da usare per gli uragani ancora non arrivati. Per classificarli ovviamente, ma anche perché così è più facile ricordarsi in futuro degli effetti prodotti.
Focus sulle relazioni industriali in Italia
Oggi OD&M Consulting ha rilasciato la prima survey sulle Relazioni Industriali 2007 in Italia. Ne parla in maniera estesa Walter Passerini sul Sole 24 Ore con l’articolo “Nelle vertenze d’azienda in testa soldi, orari e salute” (file .PDF). In un’intervista a margine a Bruno Manghi (Cisl) si legge: “Il sindacato oggi è il monopolista della terza età. [..] dipende spesso dalle crisi e dalle ristrutturazioni, di cui è lo specialista, e dalla presenza di un imprenditore illuminato, che lo sa coinvolgere nella soluzione di problemi. Il sindacato intelligente è quello che sa cogliere le occasioni.”
Di seguito qualche dato tratto dalla survey “Relazioni Industriali” che mostra la diffusione del sindacato e il grado di coinvolgimento delle RSU nelle decisioni d’impresa. Le risposte sono fornite da responsabili di 175 aziende di ogni dimensione e settore.

Il coinvolgimento nelle decisioni d’impresa
In arancione le decisioni startegiche, in giallo quelle tattiche e azzurro quelle di breve periodo.

[Passa con il mouse sui tre bottoni per cambiare i valori della Tabella]

[Fonte: OD&M Consulting - Relazioni Industriali, 2007]
Unconference per professionisti
Qualche giorno fa si è tenuta a Minneapolis la prima unconference per selezionatori professionali. Denominata “Recruiting Un-Conference – Intergenerational Recruiting” è finora unica nel suo genere perché rivolta principalmente a un pubblico di specialisti. Si è discusso di “intergenerational recruiting”, di best practice nell’ambito del social networking e dell’uso dei blog per il recruiting e per l’employer branding. Non mi dispiacerebbe vedere anche in Italia professionisti o meglio ancora piccoli imprenditori, giovani o lavoratori autonomi con alta specializzazione (in comunicazione, design, consulenza in direzione d’impresa ecc.) muoversi in questa direzione.
Always on
Ispirato da questo racconto di Sergio [ultimo paragrafo] e numerose altre storie vere e simili.. P.S. Scopri i segreti di Papiny con il mouse..































