Archivio di maggio 2007

PostHeaderIcon Elementare, Draghi

Migliorare la scuola per rendere più forte il mercato del lavoro. Più docenti e completamento della riforma dell’autonomia universitaria. Questo è il messaggio odierno di Mario Draghi, governatore della Banca d’Italia, in materia di lavoro, un tema trattato comunque marginalmente durante la sua relazione annuale. Continua a leggere »

PostHeaderIcon A mie spese

Ogni lavoratore freelance sa che durante il mese è indispensabile ritagliarsi una o due giornate da dedicare al recupero crediti. Quello che nelle imprese fanno in amministrazione, il buon tuttofare autonomo se lo deve fare per conto suo. E a causa dell’ignoranza dei lavoratori dipendenti, e della mancanza di cultura d’impresa dei Dilbert nostrani in materia di rimborsi e costi, molto spesso c’è chi se la prende in quel posto.

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PostHeaderIcon Emergenze climatiche

Ogni tanto mi capita di visitare clienti e di trattenermi per tempi lunghi nei loro uffici. Ieri, per esempio, dopo un piacevole martedì trascorso a Roma, sono capitato in una sede staccata di una grande impresa fuori Milano. Nell’arco di 24 ore sono passato da un clima discretamente sereno, nonostante problemi contrattuali dei collaboratori, alla tomba della creatività di dipendenti supreprotetti e spesso anche nullafacenti. E mi è venuto in mente un mio ex capo, incapace di comunicare, innovare e guidare team. Decisamente paraculato, che non muoveva foglia neppure se gli disfavano l’ufficio.

Due considerazioni veloci: 1) molto spesso è il capo ufficio che fa la differenza, motiva, trascina, diverte, appassiona e questo genera un meccanismo virtuoso che porta le persone a crescere professionalmente, maturare esperienze, studiare, aggiornarsi, rischiare (che in fondo è la vera formazione continua); 2) la sicurezza sul lavoro non necessariamante rende più libera o rilassata la creatività.

Sono andato a ricercare una citazione che trovai ai tempi dell’Università. L’ho ripescata:

Si sente oggi che il lavoro come tale costituisce la migliore polizia e tiene ciascuno a freno e riesce a impedire validamente il potenziarsi della ragione, della cupidità, del desiderio d’indipendenza. Esso logora straordinariamente una gran quantità d’energia nervosa e la sottrae al riflettere, allo scervellarsi, al sognare, al preoccuparsi, all’amare, all’odiare. (F. Nietzsche, Aurora, 1981). 

PostHeaderIcon La vecchia sognata Laurea

Conviene laurearsi? La risposta è sì. Con riserva, però. Il perché lo spiegano oggi Rosanna Santonocito nell’articolo “La Laurea paga sempre, ma poco e su tempi lunghi” (file. TIFF), pubblicato sul Sole 24 Ore – Job 24, e Federico Pace su MioJob con il pezzo “Stipendi under 30: la caduta dei laureati” che affronta la questione retributiva con tanto di tabelle e confronti (Commenti interessanti su Raptxt, Orrios de Ainu e Blog a progetto). Provocatoria, invece, la proposta lanciata qualche giorno fa da Quirino Paris, professore all’Università di Davis, di abolire il valore legale della Laurea in Italia. Mario Morcellini, invece, lancia un sondaggio online per capire quale siano “Le percezioni di studenti e laureati sulla riforma universitaria“. In altre parole se il 3+2 funziona.

Da segnalare anche l’avvio (comunicato ieri) del nuovo servizio Istat che consente la consultazione interattiva, via Internet, del Sistema informativo transizione istruzione-lavoro. Il servizio permette di interrogare il database Istat sulle opportunità occupazionali per diplomati e laureati e valutare l’efficacia dei diversi percorsi formativi. [Se cercate link istituzionali per verificare numeri, corsi ecc.. c'è una bella lista qui].

Chi invece non ha voglia di fasciarsi la testa, si rilassi pure con questo video di Simone Cristicchi (segnalato da Lorenzo) della canzone “Laureata Precaria”.


Un estratto del testo: Mi hanno fatto un bel contratto Co.Co.Co. / Anche se cosa vuol dire non lo so / so solo che io da domani un posto di lavoro avrò /con un stipendio misero io me la caverò. // Laureata precaria / con lo zaino pieno di progetti un po’ campati in aria / Con la rabbia rivoluzionaria / di una studentessa universitaria. // Laureata precaria / che rispecchi fedelmente questa deprimente Italia / Sogni una carriera straordinaria / ora prendi 400 euro al mese come segretaria.

[Il testo completo si trova qui].

PostHeaderIcon Ordine dei giornalisti, si cambia (finalmente)

Finisce 8 a 1 la partita per la presidenza all’Ordine dei Giornalisti di Milano. Letizia Gonzales esce vincente dal ballottaggio e avrà dalla sua 8 consiglieri su 9. Il nono è Franco Abruzzo, consigliere dal 1986 e presidente dell’ente dal 15 maggio 1989 a oggi. Nel cartello guidato dalla Gonzales sono confluite 4 formazioni sindacali (Nuova Informazione, Movimento Liberi Giornalisti, Impegno sindacale e Senza bavaglio). Abruzzo aveva raccolto invece sotto il nome di Movimento Giornalisti per la Costituzione tre formazioni sindacali: Stampa democratica, Quarto potere e Tribuna Stampa. Non è bastato, la Gonzales è il nuovo Presidente. Lasciatemelo dire: era ora! Continua a leggere »

PostHeaderIcon Report sulle pensioni

ReportIn attesa di leggere il nuovo libro di Giuliano Amato (anticipato sotto forma di intervista da Massimo Giannini) sul tema pensioni, mi sono visto la puntata di settimana scorsa di Report sui Fondi pensioni, che avevo perso.

Sconsolante che una scimmietta produca gli stessi risultati di un investitore istituzionale. A parte la bravura nel rivalutare i capitali, c’è una domanda che personalmente mi preoccupa: “E chi i capitali non riesce ad accumularli e non ha un Tfr?

PostHeaderIcon Abituarsi alle nuove tecnologie?

Il manager Papiny # 3

Manager Papiny (striscia # 3)

PostHeaderIcon Sconcerto manageriale

Sconcerto GlobalePiù che globale direi che lo sconcerto è per quell’Italia delle truffe di quartiere che fanno scuola, per quell’angolo buio del mondo degli affari che si scopre sempre più devianza congenita, alterazione dell’anima, scompenso del sistema. Sconcerto globale è un libro per manager, breve, cinico e leggero. La scrittura pulita si consuma in un pomeriggio all’aria aperta o ascoltando il Cd allegato con le musiche di Luigi Fiore. Meglio se tutte e due le cose insieme.

Otto racconti di quattro autori (Cristina Volpi a mio avviso la migliore) fotografano a scatti ravvicinati un ambiente melmoso, elegante ma profondamante prevaricatore, preciso quanto falso. E in questo limbo del manager in carriera si consumano tradizioni neofaustiane: dal “mobbing retributivo” alle promozioni sotto le lenzuola, dalle truffe internazionali al patto col diavolo, dagli omicidi all’incapacità di rappresentare la verità dei fatti. Testo consigliabile. Non eccezionale, ma leggero.

P.S. Ho scoperto dopo avere scritto questo post che ne parlava, lo stesso giorno, anche MioJob.

PostHeaderIcon L’Italia del lavoro secondo Istat

Presentato ieri, il Rapporto Istat “La situazione del Paese nel 2006” dedica tutto il Capitolo 4 (File .PDF, 2 MB) al mercato del lavoro. Si legge:

L’economia italiana sembra aver acquisito una capacità di creare posti di lavoro a ritmi soddisfacenti, adeguati ad assorbire uno sviluppo relativamente lento dell’offerta di lavoro, quale è quello prevalso negli anni recenti e, anzi, rendono possibile un graduale ridimensionamento dell’area delle persone in cerca di lavoro. Tuttavia, dopo una fase piuttosto lunga di crescita significativa dell’occupazione, il sistema economico del nostro Paese resta ancora caratterizzato da un grado particolarmente basso di coinvolgimento nel mercato del lavoro della popolazione in età attiva.

In altre parole, la disoccupazione cala, chi cerca ha maggiori opportunità di trovare, ma molti non partecipano ancora attivamente al mercato del lavoro, soprattutto nel segmento dei giovani (che preferiscono prolungare gli studi piuttosto che rimanere sottoccupati) e al Sud. E sembra questo il problema maggiore che l’Istituto di ricerca mette di fronte al Governo e alle parti sociali come più pressante, in particolare rispetto al raggiungimento degli obiettivi di Lisbona e alla situazione degli altri Paesi dell’Unione (esclusi gli ultimi arrivati nell’UE a 25). Impressionante il progresso della Spagna, che però fa un ricorso molto alto al tempo determinato.

Bella le rappresentazione grafica dei tassi di occupazione per area geografica, che riportiamo qui sotto.

Occupazione 2006 - ISTAT
[Fonte: Istat - "La situazione del Paese nel 2006" - Cap.4]
Chi desidera consultare il Rapporto Istat completo può scaricarlo in formato PDF qui.

PostHeaderIcon Professione archivista

Dove sarà finito quel benedetto articolo?

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