Archivio di aprile 2007
Non leggo più fumetti
Ci sono eventi e situazioni che hanno la capacità di scompaginare una normale routine lavorativa, progetti e sistema nervoso. Altri di rovinarvi, di farti uscire di carreggiata. In maniera empirica e molto parziale ne riesco a classificare tre tipologie di crescente pericolosità: gli imprevisti, il sistema “zacchete” e il job bombing.
Senza Repubblica
Sette giorni di sciopero sono davvero tanti. La situazione è decisamente critica, direi. Questo è il comunicato ufficiale del Comitato di Redazione di Repubblica. Sul sito FNSI alcuni dettagli.
Oggi sono 779 giorni che è scaduto il contratto dei giornalisti. Interessa a qualcuno?
Quando la Iena fa le veci dell’ispettore
Arriva a distanza di due settimane la reazione organica di commentatori autorevoli al caso denunciato dalle Iene con il servizio di Alessandro Sortino del 26 marzo (parte 1 e 2) sulla somministrazione di lavoro condotta in maniera illecita dalla Metis. Una vicenda in cui autisti “temporanei” sono impiegati anche 250 giorni all’anno da una società di trasporti con contratti giornalieri di somministrazione.
La vicenda denunciata mette in luce tre aspetti molto gravi: 1) alcune delle più grandi società di intermediazione non conoscono la legge italiana sul lavoro; 2) alcuni ispettori ministeriali ancora di meno; 3) casi vissuti sulla pelle dei lavoratori diventano subito pretesti politici per sollevare polvere in Parlamento. Continua a leggere »
Sopravvivere tra gli imbecilli
Io qualcuno a cui consigliare questo libro ce l’avrei, ma lo faccio in privato. Robert I. Sutton in The No Asshole Rule (per la traduzione di asshole si veda qui) affronta coraggiosamente il tema dei colleghi imbecilli. Ne parla anche Guy Kawasaky, che nel suo blog fornisce parte dei contenuti del testo, ancora non tradotto in italiano [sono curioso di sapere come faranno con il titolo].
Qui invece trovate alcuni post e contributi di chi discute di questo controverso testo.
Paesaggi scolpiti dal lavoro
È un periodo in cui l’ambiente sta ritornando in prima pagina su molti giornali, complice il fatto che notizie catastrofiste e un Oscar ad Al Gore per An Inconvenient Truth sul clima hanno riavvicinato politica e ambientalismo. Personalmente ho trovato, invece, di un gran bello il documentario Manufactured Landscapes di Jennifer Baichwal, sul lavoro fotografico di Edward Burtynsky, artista che ha girato il mondo e catturato immagini dei paesaggi modificati dall’uomo e dal suo lavoro.
Al centro dei “paesaggi manufatti” c’è la Cina e la massiva introduzione di strutture industriali e architetture che modificano in maniera irreversibile il territorio. Cattedrali del lavoro, imprese in sterminati capannoni, campi infiniti dove anche gli scarti e l’immondizia vanno rilavorati, montagne tagliate a misura, miniere che raccolgono migliaia di lavoratori con divise uguali, processi uguali e ripetitivi che innestano il lavoro umano, il braccio e la mano, nella macchina, in sequanze quasi ipnotiche. Panoramiche ad ampio raggio su ambienti ”paesisticamante modificati” che hanno dell’incredibile.
Quella che in Italia siamo soliti chiamare “archeologia industriale”, spesso perché già morta, lì sta venendo alla luce con volumi di gran lunga superiori a quelli ai quali siamo abituati in Europa. Senza contare l’impressionante massa di persone che fanno parte dello stesso paesaggio e che mostrano con forza che cosa sia realmente la manifattura, l’azione della mano e del corpo nella realizzazione di un prodotto fatto in serie. Per società come la nostra che hanno spostato il valore del lavoro dai prodotti alle informazioni è un documentario shockante, che riporta di una tacca indietro l’evoluzione economica a cui siamo inconsapevolmente abituati.
Avevo già visto qualcosa di simile, ma soltanto accennato, nel documentario Surplus – Terrorized Into Being Consumers (2003), di Erick Gandini (in cui c’è uno Steve Ballmer da panico!). Il lavoro filmico della Baichwal è più insistente, più lento e al tempo stesso più denso, più forte.
Di seguito il trailer del documentario distribuito su You Tube.
P.S. Lo vogliamo invitare anche in Italia questo fotografo?
Il nuovo TrovoLavoro.it
Il Corriere della Sera online ha deciso di rilanciare TrovoLavoro.it rifacendo interfaccia grafica e ridisegnando le modalità di consultazione e motore di ricerca. Ha inserito i feed RSS, ma fatto sprofondare le notizie sul lavoro, le informazioni e il materiale per l’orientamento ecc. in cartelle e pagine di secondo e terzo livello. Messaggio: conta il matching domanda/offerta, le notizie non interessano.
Stabilizzazioni: perdere il posto o il passato da rivendicare?
Stabilizzazione, 19 giorni alla deadline (se non vi saranno proroghe). A che punto siamo?
Come già ricordato in un post precedente il 30 aprile si chiude la finestra per richiedere la stabilizzazione dei lavoratori precari. A fianco dell’inspiegabile titubanza di questo governo nel rendere chiare le condizioni, emerge anche un secondo elemento di riflessione. Ne parla Il Manifesto (file .TIFF), citando il caso di Ferrovie dello Stato e delle società che in subappalto gestiscono il suo call center. Cosa succede a imprese come queste che si trovano tra l’incudine (ispettori alle porte) e il martello (possibili cause di lavoro)? Hanno deciso di puntare verso la conversione dei Co.co.pro in rapporti a tempo determinato. Il legislatore permette questo passaggio per contratti fino a 24 mesi. Continua a leggere »
Pro e contro di un atipico
C’è chi si arrabbia e scrive al Presidente della Repubblica per denunciare i costi che un disoccupato deve sostenere per trovare lavoro, chi racconta vantaggi e svantaggi di fare redazione da solo a casa, con il telelavoro, chi fa nascere un blog interno a un’Università per parlare di stabilizazione, chi si è costruito e continua la sua battaglia con un intero blog “a progetto”.
Banche dati sul lavoro
Attivate da qualche mese, segnalo le quattro nuove banche dati sul lavoro realizzate da Italia Lavoro. Un insieme di servizi online che Valentina Caracciolo, sul newsmagazine dell’Ente definisce ”rivolti a chi deve muoversi nel mercato del lavoro per analizzarlo, per capirlo e per progettarlo e progettarne le politiche avendo a disposizione un quadro chiaro dell’esistente, ma anche del meglio già realizzato in fatto di servizi per il lavoro“.
Il punto di accesso principale è Documenta, che raccoglie 8.000 documenti di 12 tipologie (normativa europea, nazionale, regionale ecc.) per 34 tematiche diverse (agricoltura, sostegno alle imprese, sommerso ecc.). In Buone Prassi, invece, si possono leggere (per ora) 200 casi di studio. Ci sono poi Normalavoro e Monitor (che raccoglie statistiche e bollettini ufficiali).
La parte abitata del mondo
In questi pigri giorni ho terminato il bel libro di Sergio ”La parte abitata della Rete“. Una recensione gliela devo perché mi ha fatto un regalo. In 150 pagine ha saputo sintetizzare con estrema chiarezza lo sviluppo delle tecnologie Web di nuova generazione e il dibattito italiano che lo ha investito.
In due/tre giorni ho ripercorso gli ultimi tre anni di Internet ed è stato utile, visto che di colpi ne ho persi, nonostante tenessi le antenne sintonizzate contemporaneamente su questa parte della Rete e su altre cose, soprattutto perché di “rete” ho dovuto costruirmene una nuova, come Sergio ben sa.
Un testo leggibile e molto scorrevole, “alla Sergio” direi. Sensazione positiva, ma anche di amaro in bocca, perché molte delle conversazioni che in prevalenza si sono svolte online e che sono riportate nel libro sono oggi in gran parte sorpassate e mi sarebbe piaciuto contribuirvi.
Il testo è un buon testo, ricco, approfondito, completo sotto il profilo dei temi classificati propriamante o impropriamente (Sergio si tiene alla larga dalla questione) come “2.0″. Blog, Wiki, Social Software, Feed, Folksonomy, Serendipity, Podcasting, PageRank, Technorati, Flikr, Economia del dono ecc. C’è tutto quel che serve sapere per prendere residenza su Internet e chiacchierare con in “vicini” di casa in maniera evoluta e consapevole, facendosi notare, scoprendo affinità e divergenze. Una guida utile per scoprire cioè come funziona la conversazione una volta che si è messo su casa. C’è la tecnologia 2.0, la sua genesi e le opportunità aperte. Insomma è un microcompendio ben fatto e motivato, che trova anche importanti riflessioni culturali, genealogie e approfondimenti teorici.
Qualche spunto polemico (in senso buono), però, mi riservo di gettarlo qui, in Rete, per animare un po’ la conversazione appunto su questo bel testo. [Avviso: è un post po' lunghetto, se non interessa, non girate pagina..]. Continua a leggere »




























