Tra un paio di giorni sarò a Berlino per seguire la Coworking Conference 2011 (hastag su Twitter #coworkingeu). Anyone else?

Tra un paio di giorni sarò a Berlino per seguire la Coworking Conference 2011 (hastag su Twitter #coworkingeu). Anyone else?

Tra un’ora sarò al Museo del 900 in Piazza Duomo a Milano a parlare con Paolo Perulli, Gad Lerner e Cristina Tajani (assessore al lavoro del Comune di Milano) del libro che ho scritto con Sergio Bologna. Non ho idea di quali spazi e tempi ci saranno. Mi piace ascoltare più che parlare, ma se avessi modo, questo è più o meno quello che mi piacerebbe dire.
La rivoluzione industriale del nostro tempo
Scrive Sara Horowitz della Freelancers Union su The Atlantic che “The Freelance Surge is the Industrial Revolution of our Time“, l’emergere del fenomeno freelance è la rivoluzione industriale del nostro tempo. Io ne sono pienamente convinto. Ne scrivo su un blog personale (questo) da sei anni, tre prima di quando Il Corriere della Sera si è accorto che esistono le partite IVA, ma ben dieci dopo un lavoro di Sergio Bologna e Andrea Fumagalli che portarono agli onori della cronaca della ricerca sociale il “lavoro professionale autonomo di seconda generazione”.
Questo significa che non è una novità . Oggi tutti sanno chi è un freelance, forse non hanno ben chiaro come faccia a guadagnarsi da vivere. C’è molta luce sul fatto che NON siano lavoratori dipendenti, molta ombra sulla loro posizione sociale. Nell’identificarsi non hanno problemi, ce l’hanno nelle rivendicazioni. La coscienza di che cosa significhi essere freelance si acquisisce in fretta: vi leggo, per esempio, la definizione di una giovanissima 26enne, trovata su un blog:
“Ma chi è oggi un freelance? àˆ un lavoratore che non ha padroni e che di volta in volta lavora per chi gli commissiona un progetto. Un freelance è un esperto che sa fare molto bene il proprio lavoro e che ha alcuni skill specifici in cui è specializzato e continuamente aggiornato. Cosa, invece, non è un freelance? Non è un tizio che si può permettere di lavorare meno, da casa, non è un mezzo lavoratore. Non è un fannullone che pur di lavorare dal divano ha rinunciato a un lavoro cosiddetto normale”.
C’è tutta l’antropologia del freelance e qualche pregiudizio che lo circonda. Ha dimenticato lo stereotipo dell’evasore, quello che piace di più€¦ Più complesso è, invece, capire le relazioni che il lavoro autonomo ha con la cultura e lo stato sociale. Che diritti hanno? Sono professionisti o ciarlatani? àˆ un’élite o sono intellettuali proletaroidi?Continua a leggere
Con la circolare dell’INPS 115/2011 del 5 settembre è stato chiarito come i giovani genitori di figli minori possono iscriversi a alla Banca dati del Ministero che consente di accedere al progetto “Diritto al futuro“, promosso dal ministro Meloni, finalizzato all’erogazione di incentivi del valore di 5.000 euro in favore delle imprese private e delle società cooperative che provvedano ad assumere €” con un contratto a tempo indeterminato, anche parziale €” le persone iscritte alla banca dati. In pratica una specie di “bonus papà ” o “bonus mamma“.
Prima di riportare modo e requisiti è interessante cogliere come ancora una volta i freelance o titolari di partita IVA siano considerati “pà ria delle politiche sociali”, invisibili, rimossi, cancellati. Titolari ed ex titolari di contratti di lavoro di ogni genere potranno beneficiare di questa opzione, i freelance no. Dovrebbero chiudere la propria partita IVA e iscriversi ai Centri per l’Impiego come disoccupati. I titolari di contratti di altro tipo possono invece tranquillamente continuare a lavorare. Che cosa significa? Semplice: che il cittadino-lavoratore non esiste nel nostro Paese, esistono soltanto alcune fattispecie, non tutte e non tutte hanno diritto al futuro, evidentemente.
PROCEDURE PER L’ISCRIZIONE
Requisiti per l’iscrizione alla banca dati
I soggetti aventi diritto potranno iscriversi alla banca dati a decorrere dalla data di pubblicazione di apposito avviso sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana.
Possono iscriversi alla banca dati coloro che possiedano, alla data di presentazione della domanda, congiuntamente i seguenti requisiti:
In alternativa al requisito di cui al punto c), la domanda d’iscrizione può essere presentata anche da una persona cessata da uno dei rapporti indicati; in tal caso è richiesto l’ulteriore requisito della registrazione dello stato di disoccupazione presso un Centro per l’Impiego.Continua a leggere