Archivio per la categoria ‘Autonomi’
Approfondimenti nel merito
Nelmerito.com si “propone di avviare un approfondimento sul tema del lavoro autonomo e della piccola impresa, che si snoderà tramite diversi interventi nel corso dei prossimi mesi“. Così recita il sito. Questa il primo: “Come cambia la società italiana: lavoro autonomo e piccola impresa. Un tentativo di capire“.
Consigli per Web letture
Qualche lettura per il week-end
- On leadership: chi ci ama ci segua… (Il Barbiere della Sera)
- Il “manager centauro” del dopo-crisi (Generazione Pro-Pro, Corriere.it)
- A Freelancer’s Guide to Professionalism on Facebook (oDesk Blog)
- Bad Freelancing Opportunities (FreelanceSwitch.com)
- Il personal Business Plan del Temporary Manager (HR Online, AIDP)
La fabbrichetta (pubblica) della Brambilla
Che sia nata sotto una cattiva stella è cosa nota, ma c’è chi ha deciso di peggiorare ulteriormente le cose. Italia.it oggi fa notizia per le politiche di dumping sul costo del lavoro freelance. In particolare di quello legato alle traduzioni delle pagine Web. Lo segnala la traduttrice Annalisa Dolzan, che ha deciso di scrivere direttamente all’On. Michela Brambilla, avviando anche una petizione, per denunciare l’errore macroscopico relativo ai prezzi indicati nell’annuncio del Ministero per il lavoro di traduzione del portale italiano del turismo. I collaboratori esterni non ci stanno: “è una paga giornaliera paragonabile a quella di un operaio in uno sweatshop indonesiano!”.
Ancora sulla negoziazione
La brava Enrica Poltronieri il 15 febbraio a Milano replica l’intervento che ha tenuto al seminario “Negoziare contro Golia” organizzato da ACTA. Questa volta presso la sede AISL. Il tema è sempre la “negoziazione”, ovvero come fare a contrattare con le imprese quando, per definizione, ci si presenta piccoli al cospetto di un gigante. Anche in questo caso il seminario è gratuito. Io lo consiglio, poi fate voi. Qui i dettagli.
Job Web tools, qualche novità
Giusto due notiziole:
1) LinkedIn ha portato qualche miglioria al sistema di impaginazione dei CV. Poca roba. Da seguire invece la constante attenzione nell’ampliare l’integrazione con altre applicazioni Web.
2) Mi segnala Alberto l’avvio di neOLancer, un sistema che a prima vista assomiglia a un mix tra Link2Me (sul fronte della presentazione personale) e oDesk (nel sistema di matching e payment). Mette in contatto imprese e lavoratori indipendenti, consentendo la gestione delle fasi di lavorazione del progetto realizzato a distanza e intermediando la transazione monetaria. Da approfondire, appena ho tempo. Intanto fatevi un giro, se siete freelance.
I riflettori sul lavoro professionale autonomo
Qui ne scriviamo dal 2006, ma pare che pian piano gli attori più accreditati di stampa e mercato del lavoro abbiamo deciso negli ultimi mesi di occuparsene. Bene. O meglio, attenzione.
Mentre non nutro dubbi sulla bontà dell’operazione portata avanti dal Corriere della Sera con gli ampi servizi guidati da Dario Di Vico, che ha dato vita anche a un blog, ho meno fiducia nell’azione che alcuni sindacati o parti sociali stanno mettendo in pista intorno alle problematiche del lavoro professionale autonomo.
Dopo FNSI (che ha toppato alla grande!) è la volta di CGIL e CISL (Alai-FeLSA), che vogliono attivare Aree dedicate alle professioni e Consulte sul Lavoro Professionale. E sta per arrivare anche CNA (che con Uniprof ha unito Assoprofessioni e CNA-Inproprio).
I dubbi provengono dal passato. La percezione di quanto fatto finora da Nidil o Clacs non lascia ben sperare, oltre al fatto che hanno tutta l’aria di essere operazioni calate dall’alto per cavalcare il momento o rimediare a una perdita di credibilità nell’azione svolta nei confronti del lavoro atipico e professionale autonomo, magari raccimolando nuove iscrizioni in bacini finora poco profittevoli per i sindacati. Staremo a vedere.
Molto interessante, invece, l’approfondimento che propone la Camera di Commercio di Milano, che giovedì prossimo presenta la ricerca “La città che sente e pensa. I creativi al lavoro nella città infinita“, condotta sul mondo dei freelance e lavoratori indipendenti dell’area milanese. In coda tutti i riferimenti.
Ecco alcuni appuntamenti interessanti che accendono i riflettori sul lavoro professionale autonomo:
- Promosso da CGIL – MILANO, 5 febbraio 2010 - “Regole e tutele per il Lavoro Professionale nell’economia della Conoscenza“. Qui la locandina ufficiale.
- Promosso da CNA/Assoprofessioni – ROMA, 4 febbraio 2010 – “Quale Welfare per le nuove professioni?“. Qui la locandina ufficiale.
- Promosso da CCIAA Milano, Triennale Milano e Consorzio AASter – MILANO, 11 Febbraio 2010 – “La città che sente e pensa. I creativi al lavoro nella città infinita“. Qui il programma.
P.S. Per amici & Co: credo di passare agli eventi CGIL e AASter… ci vediamo lì.
Giornalismo freelance, lo schiaffo del sindacato
La FNSI proprio non molla le poltrone. Da anni esistono organismi di rappresentanza del mondo freelance che hanno fatto tutto quanto serve per accreditarsi presso il sindacato unitario secondo le regole stesse del sindacato, ma dall’interno non li fanno entrare. Chi cerca un caso di studio sulla gerontocrazia, ecco servito. La vicenda, scandalosa, è raccontata sul sito USGF (Unione Sindacale Giornalisti Freelance).
La qualità del lavoro (anche freelance)
Interessante e sempre piacevole da leggere è ancora una volta il numero appena pubblicato e che mi è arrivato qualche giorno fa (distribuito gratuitamente, tra l’altro, per chi fosse interessato) di “Dimensione Lavoro“, prodotto da AFI-IPL, l’Istituto per la promozione dei lavoratori dell’Alto-Adige.
Nel contesto di una serie di articoli (qui in .PDF) dedicati al “benessere” - dove si articola bene l’idea che vada ampliato il concetto di “lavoro retribuito” come forma principe di attibuzione di valore per i soggetti sociali (secondo una sorta di omologia argomentativa, ma in piccolo, con chi oggi critica la centralità di indicatori economici come il PIL per misurare il benessere sociale) – si legge il bell’articolo di Andreas Brucculeri “Le molteplici sfaccettature della qualità del lavoro“.
Ineccepibile la letteratura citata. Il cuore dell’argomentazione: la percezione del benessere e di conseguenza i sistemi di rewarding dovrebbero essere molto più ampi di quanto sbrigativamente avviene con l’identificazione tra impegno lavorativo e corrispettivo in termini di reddito.
Ci sono altri fattori da porre sul piatto della bilancia: “le opportunità di qualificazione e di crescita; la possibilità di mettere in campo la propria creatività; le possibilità di avanzamento; le possibilità di influire sui processi lavorativi e di contribuire a configurarli; il flusso di informazioni; la gestione manageriale; il contesto sociale; l’utilità, l’orario, l’intensità del lavoro; gli aspetti emozionali e gli stress fisici; la certezza del posto“.
Tutto questo è rappresentato nello schema:

Fonte: Dimensione Lavoro, n. 2/2009
Come si può intuire è una schematizzazione focalizzata sul mondo del lavoro dipendente. Difficile incasellare la condizione di un freelance nel secondo riquadro che parla di “posto di lavoro”. Ho allora immaginato uno schema diverso, più ampio, che andasse bene anche per i lavoratori indipendenti. Che ne dite?

Moonlighter, ghost worker e l’Altro lavoro
Un filosofo francese che amo molto lo chiamava double bind, doppio legame. Non in senso psicologico, ma rispetto alle condizioni di vita che tracciano limiti e intersezioni. Dentro-fuori, esterno-interno, superficie-profondità. C’è sempre un po’ dell’uno nell’altro. Anzi, per definizione c’è. Le dedans c’est le déhors, scriveva Merleau-Ponty.
In molti si sono cimentati nella lettura di questi “margini” in termini filosofici ed esistenziali, da Blanchot a Bateson, a Derrida. E non è sbagliato pensare che anche la condizione sociale viva di questo, ovvero di sovrapposizioni, ibridazioni e forme meticce, per esempio tra sicurezze e rischi, tra obblighi e libertà, tra condizioni di subordinazione e di autonomia. Come nel lavoro. Continua a leggere »
Saldi 2010 e consigli per formulare prezzi
Prezzi per prestazioni di lavoro professionale autonomo, non altro. Cacciatori di saldi: fuori da questo blog! L’occasione per questo post nasce ancora una volta da situazioni personali, che vorrei raccontarvi. Entrando in scia sulla questione di come formulare un prezzo, già affrontata in passato, vorrei aggiungere qualche postilla.
Premessa: fine anno è per molti occasione per il rinnovo di contratti e commesse. Così anche per me. Un cliente che seguo da tre anni mi ha chiesto correttamente un preventivo per la mia consulenza, chiedendomi questo volta di non proporre una durata di sei mesi (ogni anno a giugno ridiscutevo l’incarico), ma di pensare attività per un anno. Buono, mi dico, ma mi sbagliavo (capirete perché…).
Sviluppo: dopo avere formulato come sempre un articolato insieme di attività e definito un costo a forfait, il cliente mi chiede di spacchettare le singole attività a seconda della durata e disegnare una sorta di Gantt durante l’anno. Detto fatto. La ragione è di tenere sotto controllo le azioni e gli obiettivi parziali. Mi è sembrato corretto.
L’inghippo: dopo questa fase di raffinamento preliminare del preventivo con disegno delle attività su scala temporale arriva la sorpresa. Il cliente mi chiede di scomporre il preventivo per costi associati alle singole attività. La ragione? Una generica necessità di “tenere sotto controllo i costi”. Continua a leggere »





























