Archivio per la categoria ‘Sommerso’
Come usare i Buoni Lavoro
Non ne parlo in generale, ma per esperienza (come si sarà capito dai temi affrontati in questo blog). Con l’arrivo di ACTA negli spazi del mio studio ho smesso di fare la Cesira part-time [termine usato da mia moglie in riferimento al personaggio di Lupo Alberto, un talpa casalinga che pulisce casa..] e abbiamo affidato le pulizie all’esterno. Posto che per statuto e convinzione siamo contrari al lavoro nero, ci siamo attivati per trovare la soluzione ideale, che abbiamo identificato nel sistema dei voucher detti anche buoni lavoro. A chi interessa spiego come si fa.

Premessa: usare questo sistema è facilissimo. Davvero. L’impegato INPS che me l’ha spiegato, chiaro e gentilissimo. La complessità sta invece nel trovare un lavoratore disposto a fare le cose in regola. Non scherzo. Ho incontrato 11 persone prima di trovarne una disposta a usare i voucher. La maggior parte quando sente l’espressione “in regola” scappa dal lavoro occasionale, preferisce il nero. Tenuto conto che il valore è realmente basso in termini assoluti e che la quota versata all’INPS non serve a nulla per il lavoratore, ma solo all’Istututo per fare Cassa, come dargli torto? Dopo avere combattuto con questa idea ho optato comunque per i voucher per un motivo: tutelano la sicurezza del lavoratore che viene assicurato all’INAIL.
Se vuoi sapere come fare prosegui con la lettura (e se hai bisogno, posta pure dei commenti): Continua a leggere »
La giornata del lavoro dignitoso
Non basta avere un lavoro: deve essere dignitoso. Non lo dico io – anche se sottoscrivo in pieno questo concetto – ma la nostra Costituzione. Lo sostengono da anni l’ILO ed Eurofond, secondo i quali questo valore sostiene la coesione sociale, lo sviluppo economico, la lotta alla povertà. Lo ribadiscono tutte le organizzazioni internazionali del lavoro, non soltanto quelle sindacali. Oggi si festeggia questo diritto. L’UNI, il sindacato globale dei servizi che raggruppa 900 sindacati da tutto il mondo, composta dall’International Trade Union Confederation, dal Global Progressive Forum, da Social Alert e Solidar, ha promosso insieme a Eurofond, la Giornata Mondiale del Lavoro Dignitoso.
Lo scopo è di sensibilizzare cittadini, imprenditori, politici e istituzioni e aumentare la consapevolezza sul valore del lavoro dignitoso (decent work), punto cardine della lotta al sommerso e al lavoro irregolare, ma non solo. Comprende anche la questione dei salari, della continuità lavorativa (precarietà) e soprattutto della salute.
Ma che cosa significa “lavoro dignitoso” in concreto?
Facciamo un esperimento, se vi va. Io elenco ciò che a me sembra fondamentale. Se poi avete voglia di aggiungere altri elementi, fate pure, i commenti sono liberi.
Un lavoro dignitoso:
- non mette in pericolo la tua vita;
- non ti discrimina per razza, sesso, età, religione e convinzioni politiche;
- non impiega minori;
- è regolarizzato da un contratto;
- ti offre una retribuzione congua con l’attività svolta, il tempo impiegato e il costo della vita nel Paese in cui vivi;
- non lede i tuoi diritti fondamentali individuali;
- non crea sperequazioni nel trattamento verso prestazioni sociali;
- non ti ostacola se desideri dare continuità al tuo reddito;
- è pagato secondo tempi ragionevoli;
- è pagato secondo le normative vigenti in ogni Paese e comprende tutti gli oneri previsti per i rapporti di lavoro;
- valorizza le tue competenze o ti forma verso nuove e più adeguate allo svolgimento delle tue mansioni;
- ti consente di crescere una famiglia;
- non è fonte di stress, disagio e malattie, anche psicologiche…
… voi dite che tutto questo è cosa superata, già assimilata dalla nostra società? Non corriamo dunque alcun pericolo?
P.S. Ho controllato la rassegna stampa di oggi in Italia. Non c’è un solo articolo dedicato a questa ricorrenza! Per fortuna almeno Napolitano ne parla…
Manodopera a 5 euro a Milano
Altro che Bolkestein e concorrenza ai professionisti. Altro che dentisti della Croazia ecc. L’ingresso di Bulgaria e Romania nell’UE sta producendo effetti devastanti per le fasce di lavoratori più basse, una questione che Belgio, Olanda e Germania hanno già sperimentato grazie all’ingresso della Polonia. Si veda l’inchiesta (.PDF) di Rita Querzé sul Corriere della Sera di oggi.
P.S. Il ministero Damiano aveva promosso un progetto sul tema dell’emersione che metteva insieme Paesi (Romania, Belgio, Italia ecc.) ed esperienze europee in materia di irregolarità transfrontaliere. Speriamo non vada perso il lavoro fatto.
Sommersi e dimenticati
Al bar, questa mattina, con un vecchio amico giornalista.
D. Ciao Andrea, come te la passi?
A. Bene, al 30 settembre mi fanno finalmente un contratto, ex articolo 12!! [NdR. Definisce la posizione di "Corrispondente"]
D. Ottimo, erano tre anni che lavoravi pagato al pezzo come un salumiere..
A. Beh, tu da cinque!!
D. E come mai il 30 settembre?
A. E’ il giorno in cui scade la possibilità per il “condono contributivo”…
D. Che vigliacchi…
A. No, in realtà l’editore vorrebbe beneficiare di questo sgravio per la mia assunzione, ma l’Inpgi [NdR. Istituto di Previdenza dei Giornalisti Italiani] non ha emanato le norme attuative per recepire la normativa nazionale. Inps l’ha fatto, Inpgi no. Aspettiamo così fino all’ultimo per poter usufruire di una norma contenuta nella vecchia Legge Finanziaria, ma che è stata completamente snobbata nel settore giornalistico…
D. Beh, peccato, avresti regolarizzato parte del pregresso…
A. Già. Come si dice: “Chi ha dato, ha dato…”
D. …e scurdammuce u passato.
Ogni lavoro è atipico
Forse avrebbe titolato così Safran Foer l’articolo di oggi di Michele Tiraboschi sul Sole 24 Ore (.PDF) - che a mio giudizio appare assai poco decente per mancanza assoluta di dati Inps a suffragio delle tesi espresse e altri dettagli - in cui il giuslavorista, citando il ministro Sacconi, afferma:
“Nessuna attività lavorativa è di per sé inidonea ad essere configurata come collaborazione“.
In pratica il Governo “archivia” la circolare Damiano sui lavori che non possono essere svolti a progetto e tira silenziosamente lo sciacquone.
E’ il sistema che non si può
Preso dall’insofferenza per la faccia tosta con cui la maggior parte delle piccole imprese che (ho incontrato e che) operano nel settore dell’edilizia dichiarano di accettare lavori soltanto se in nero; piuttosto arrabbiato per avere perso un sacco di tempo con chi voleva lavorare alla ristrutturazione del mio appartamento senza DURC; motivato dalle interessanti testimonianze e dalle tecniche di investigazione apprese al Master in Giornalismo investigativo che ho vinto (e ahimè già terminato)…
… ebbene, ho deciso di avviare una piccola inchiesta sperimentale ”in formato audio”. Il microfono che uso solitamente per le interviste è finito sotto la maglietta durante gli incontri con un imprenditore edile. La finalità è ovviamente giornalistica e non mi interessa citare le imprese. L’importante è che si comprenda realmente quale mercato del lavoro ci troviamo di fronte. Io insisto per pagare Iva e fatture, fare una regolare Denuncia di inizio attività (DIA). L’impresario cerca di convincermi che è il “sistema che non si può” e che non devo farmi prendere in giro dalle chiacchiere di chi (=lo Stato) mi offre un credito d’imposta del 36% sulle ristrutturazioni.
Ecco la parte migliore della conversazione (roba da scriverci un trattato di sociologia).
Il giusto peso dell’infortunio
[La mia avventura nel mondo delle ristrutturazioni edilizie non è terminata. Per "vendicarmi" delle assurdità che mi tocca subire (il prossimo post offrirà maggiori prove...), beccatevi questo gustosto intermezzo firmato D. F. Wallace - a mio modesto avviso uno dei massimi scrittori viventi, geniale, surreale e provocante, un mix tra James Joyce e Chuck Palaniunk - che riproduce una finta e-mail di un lavoratore edile, o come diremmo in Italia, di una "ditta individuale" del settore dell'Edilizia]

DALLA E-MAIL INTERNA CAH-NNE22-3575634-22
DEL SISTEMA INTERLACE, QUARTIER GENERALE
DELLA SEZIONE RECLAMI DELLA STATE FARM
INSURANCE COMPANY, INC., DI BLOOMINGTON
IL GIORNO 26 GIUGNO DELL’ANNO
DEI PRODOTTI CASEARI DAL CUORE DELL’AMERICA
Dwayne R. Glynn
176 N. Faneuil Blvd.
Stoneham, Mass. 021808754/4
21 giugno, ADPCDCDA
Sezione Accertamento Incidenti sul Lavoro
State Farm Insurance
1 State Farm Plaza
Normal, III, 617062262/6
Egregi Signori,
La presente fa seguito alla Vostra richiesta di maggiori informazioni. Nella Sezione n. 3 del modulo di denuncia incidente ho riportato come causa dell’incidente “tentativo di svolgere il lavoro da solo”. Nella Vostra lettera scrivete che dovrei spiegarmi meglio e spero che i seguenti dettagli saranno sufficienti.
Di mestiere faccio il muratore. Il giorno dell’incidente, 27 marzo u.s., lavoravo da solo sul tetto di un edificio di sei piani. Quando completai il lavoro scoprii che mi erano avanzati circa 900 kg di mattoni.
Invece di portare giù i mattoni a mano, che è un’impresa laboriosa, decisi di metterli in un grosso barile e calarlo per mezzo di una puleggia che era attaccata sul lato dell’edificio al sesto piano. Dopo aver assicurato la fune al pianoterra tornai sul tetto, spostai il barile lasciandolo sospeso in aria e vi caricai i mattoni. Poi tornai a terra e slegai la fune, tenendola ben stretta per far scendere piano i 900 kg di mattoni. Come risulta dalla sezione n. 11 del modulo di denuncia incidente, io peso 75 kg. Continua a leggere »
Leghismo o legalità?
Il lavoratore edile del Nord, abituato a essere pagato dieci, si trova il rumeno che si accontenta di tre. Se vuole ancora lavorare deve adeguarsi al salario dimezzato, e a imparare i rudimenti del rumeno, ormai lingua maggioritaria nel cantiere. Una reazione razzista/leghista è solo questione di tempo. A meno che una politica di sinistra non disinneschi il potenziale: rigore assoluto nell’impedire un’imprenditoria selvaggia e in nero. Se il padrone del cantiere è costretto ad applicare le regole, il salario sindacale, le norme di sicurezza, non utilizzerà rumeni o extracomunitari. L’imprenditore farà minori profitti, questo è certo. Ma non dovrà fronteggiare concorrenza sleale (tolleranza zero verso tutti gli imprenditori poco ligi), e il passaparola farà calare il tasso di immigrazione. I più alti salari aumenteranno i consumi interni, con benefici macroeconomici.
Così Paolo Flores D’Arcais sull’ultimo numero di Micromega (3/2008).
O’Sistema dei favori
Leggo questa mattina, distrattamente, sul Corriere della Sera che un ignaro navigatore – mentre sfrugugliava sulle reti P2P con eMule - è incappato in un file .ZIP contenente innumerevoli nominativi di persone da piazzare sul mercato del lavoro e alle quali fare favori. Bevo il caffé, esco dal bar. Accendo il PC, cerco e trovo due fonti online: un post sulla community di La7 e quella che ha dato il via al tutto, il sito Antimafiaduemila. Qui si spiega come pescare il file.
La mole di documenti zippati, ribattezzati nel complesso ”Il libro dei favori“, farebbe riferimento, secondo il sito, alle attività del Movimento per l’Autonomia (MPA) di Raffaele Lombardo. In effetti - trovato facilmente il file a cui si fa cenno – si scova al suo interno un Logo del partito, non si sa se piazzato lì apposta per depistare o creare un falso clamoroso.

Una maschera del DB Access per la gestione delle segnalazioni
A ogni modo si trova al suo interno di tutto, richieste di ogni tipo, organizzate in alcuni database in MS Access e MS Excel, più file in ordine sparso, in Word. Ci sono nomi di studenti e docenti + data in cui fanno gli esami; dipendenti pubblici che aspirano a fare più ore; militari da piazzare sul mercato del lavoro; persone che cercano posto in ospedale; 9.000 numeri di cellulari a cui mandare SMS per invitarli a manifestazioni del MPA; richieste di trasferimento tra uffici della PA…
Tutte richieste per una vera corte dei miracoli, un’Agenzia per il lavoro “non accreditata”. Tra i segnalatori anche il nome di Angelo Lombardo (Cfr. immagine sopra), presumibilmente il politico siciliano.

Una parte della lista delle richieste da gestire
Ci sono anche elenchi di messaggi SMS e DB di cellulari a cui associarli, che lasciano presumere chi sia il proprietario di tutto questo materiale. A parte il fatto che come autori dei file risultano società come ASEC, la sigla MPA e altri, la parte dedicata agli SMS da mandare in massa induce a pensare che si sia trattato: a) di qualche sprovveduto del partito che nell’organizzare l’invio di comunicazioni per mobilitare la base (nel migliore dei casi) o persone a cui si sono fatti favori (nel peggiore), non è dato sapere, abbia salvato tali documenti nelle cartelle condivise via P2P; b) che ci sia una talpa in MPA che stanca del sistema clientelare avesse deciso di rendere pubblico il tutto.
Il terzo caso è l’opera montata ad arte. Personalmente la ritengo inverosimile vista la mole di dati presente che fa riferimento a moltissime referenze, tutte verificabili. Sembra piuttosto un sistema DO UT DES, tipico della nostra politica. Ho verificato pochi nomi: sulla carta esistono e sono esatti per ruolo e funzione. Lascia perplesso, invece, il fatto che sia stato lasciato in chiaro, in molti file Excel, il cellulare di Raffaele Lombardo.
Resta da verificare se i fatti siano reali o soltanto “digitali”. Puri database di promesse e di vane speranze. Visto che ci sono di mezzo trasferimenti, concorsi di dipendenti pubblici ed esami universitari sono certo che la Procura della Repubblica lo chiarirà presto.
Il disegno di legge del PD sul precariato
Ne ha parlato ieri Walter Veltroni a Porta a Porta, senza però illustrane i dettagli. Lo abbiamo ripescato qui. Il Disegno di Legge s’intitola “Un lavoro stabile, sicuro e di qualità. Misure per il contrasto alla precarietà del lavoro ” e si struttura in 29 articoli.
Punta – nella prima parte – sull’apprendimento permanente (lifelong learning) con crediti d’imposta sugli investimenti in formazione; sulle tutele sindacali e da licenziamanto prima del termine per i Co.co.pro; su revisione e omogeneizzazione dell’apprendistato e modifica del contratto di inserimento; sull’invecchiamento attivo (abolizione del divieto di cumulo per pensioni da lavoro autonomo e dipendente e crediti per formazione anche per ultracinquantenni!).
Il disegno di legge – nella seconda parte (capo IV) - parla espressamente di ESTENSIONE DELLE TUTELE NEL MERCATO DEL LAVORO. Si legga bene (sì, leggete più volte):
[..] graduale estensione ed uniformazione dei trattamenti di disoccupazione in funzione dell’istituzione di uno strumento unico su base universalistica, indirizzato al sostegno del reddito e al reinserimento lavorativo di tutti i soggetti disoccupati, indipendentemente dalla causa di disoccupazione e senza distinzione di qualifica, appartenenza settoriale, dimensione di impresa, tipologia di contratti di lavoro.
In cambio sarà obbligatorio seguire percorsi controllati dai Centri Pubblici per l’Impiego per la riqualificazione professionale. Il coordinamento INPS-Cpi sarà affidato a uno Sportello Unico presso il quale il disoccupato sottoscriverà un contratto in cui si impegna a cercare lavoro (”Contratto di ricerca di occupazione”). Per questa operazione lo Stato investirà sui Centri Pubblici per l’Impiego al fine di coordinare la gestione delle liste di mobilità e disoccupazione. Sarà poi messa mano sul sistema INPS di reportistica dello stato contributivo dei lavoratori attivi.
Infine, per dare attuazione al Testo Unico sulla sicurezza il DDL prevede un’Agenzia Nazionale per la sicurezza sul Lavoro (e l’INAIL a che servirà?) che curerà ispezioni e anche premi per le imprese che attuano normative previste dalla Legge. Infine – artt. 23-27 – si continuerà sulla strada della regolarizzazione già intrapresa dal Ministero Damiano, impiegando le risorse del Fondo per l’Emersione del Lavoro irregolare (fissato nella finanziaria 2006).
Gli ultimi due articoli (28 e 29) portano il titolo: PER LA DIGNITÀ DELLE RETRIBUZIONI. Riguarda il lavoro autonomo. Si legge:
I lavoratori economicamente dipendenti, che svolgono rapporti di collaborazione aventi a oggetto una prestazione d’opera coordinata e continuativa, anche a progetto, senza vincolo di subordinazione, iscritti alla Gestione separata di cui all’articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, e privi di copertura da parte di altre forme obbligatorie di previdenza, hanno diritto a un compenso sufficiente per un’esistenza libera e dignitosa e proporzionato alla quantità e qualità del lavoro svolto, secondo quanto previsto negli accordi e contratti collettivi applicabili o comunque in uso per prestazioni analoghe o comparabili.
Un passo indietro rispetto alla generica dicitura di 1.000 euro al mese, perché fa riferimento a un compenso indeterminato, “per un’esistenza libera e dignitosa”, ma un passo avanti perché introduce il concetto di comparabilità rispetto a funzioni analoghe previste dai CCNL, introducendo (meglio, insinuando) una novità assoluta: la responsabilità dei CCNL a questo punto anche per quanto riguarda la definizione di compensi minimi da lavoro autonomo. E se questi minimi non ci sono li fissa il Ministero del Lavoro!




























