Archivio per la categoria ‘Cercare lavoro’
I migliori titoli dell’anno
Curioso che nel mercato del lavoro italiano manchino i diplomati, mentre i laureati siano in eccesso. Beh, perdonate il ragionamento grossolano, ma i laureati non sono forse anche diplomati? Sì, certo, se li si impiega come tali vedrebbero perdere tutto lo sforzo fatto per laurearsi. Ma non si può fare finta da entrambe le parti per un breve lasso di tempo? Un datore impiega il laureato come diplomato e questi si comporta sul luogo di lavoro come laureato. Tenuto conto che gli stipendi (in media) per le due categorie sono molto vincine [non esiste più questo blasone per i neolaureati che fanno ingresso in azienda, anzi..], non è escluso che chi accetta questo trade-off non faccia presto carriera, come dicono tutte le statistiche: un laureato nel lungo periodo corre più velocemente, in tutti i sensi, all’interno delle imprese…
Beh, mentre ci ragionate beccatevi questi dati tratti dalla recente relazione di Gianfelice Rocca, vicepresidente di Confindustria per l’Education, dal titolo “Dimensione aziendale, job creation, nuovi paradigmi produttivi e formativi” (.PDF)


Moonlighter, ghost worker e l’Altro lavoro
Un filosofo francese che amo molto lo chiamava double bind, doppio legame. Non in senso psicologico, ma rispetto alle condizioni di vita che tracciano limiti e intersezioni. Dentro-fuori, esterno-interno, superficie-profondità. C’è sempre un po’ dell’uno nell’altro. Anzi, per definizione c’è. Le dedans c’est le déhors, scriveva Merleau-Ponty.
In molti si sono cimentati nella lettura di questi “margini” in termini filosofici ed esistenziali, da Blanchot a Bateson, a Derrida. E non è sbagliato pensare che anche la condizione sociale viva di questo, ovvero di sovrapposizioni, ibridazioni e forme meticce, per esempio tra sicurezze e rischi, tra obblighi e libertà, tra condizioni di subordinazione e di autonomia. Come nel lavoro. Continua a leggere »
Vai lontano dal Paese che non ti merita
Questo Paese, il tuo Paese, non è più un posto in cui sia possibile stare con orgoglio.
Sono le parole pesantissime e senza precedenti di Pier Lugi Celli, pubblicate oggi su La Repubblica e rivolte a suo figlio. Per chi non sapesse: è il direttore generale della Luiss, una delle massime istituzioni universitarie del Paese.
Questo è un Paese in cui, se ti va bene, comincerai guadagnando un decimo di un portaborse qualunque; un centesimo di una velina o di un tronista; forse poco più di un millesimo di un grande manager che ha all’attivo disavventure e fallimenti che non pagherà mai [...] Questo è un Paese in cui nessuno sembra destinato a pagare per gli errori fatti; figurarsi se si vorrà tirare indietro pensando che non gli tocchi un posto superiore, una volta officiato, per raccomandazione, a qualsiasi incarico.
Dammi retta, questo è un Paese che non ti merita. Avremmo voluto che fosse diverso e abbiamo fallito. Anche noi. Tu hai diritto di vivere diversamente, senza chiederti, ad esempio, se quello che dici o scrivi può disturbare qualcuno di questi mediocri che contano, col rischio di essere messo nel mirino, magari subdolamente, e trovarti emarginato senza capire perché.
Career directory e lavoro atipico
Segnalo agli affezionati delle guide cartacee due utili pubblicazioni appena uscite e distribuite gratuitamente a Milano. Sono per pubblici differenti: Job Advisor si trova nelle biblioteche rionali; Il lavoro atipico nei Centri pubblici per l’Impiego.

Mentre la prima presenta informazioni per l’orientmento al lavoro, una lista di 100 grandi aziende a cui spedire il CV e alcune indicazioni su Master e Corporate University, la seconda elenca le principali forme atipiche di lavoro (in somministrazione, Co.co.pro, Co.co.co e collaborazioni occasionali) precisando i termini contrattuali e i diritti/doveri dei lavoratori e dei datori di lavoro.
Crisi, lavoro e Web 2.0
Lascio in visione una mia recente presentazione tenuta a Trieste (ringrazio Sergio e Benny per la magnifica ospitalità!) sul rapporto che esiste tra Lavoro e Web 2.0, principalmente centrata su come sfruttare al meglio i social network, gli strumenti di ricerca di lavoro e di informazione (compresi blog, wiki o twitter) per trovare un’occupazione.
In coda un piccolo excursus su come le tecnologie 2.0 possono diventare opportunità di lavoro. (P.S. A chi potrà sembrare elementare rispondo che è stata pensata e presentata per un pubblico di diplomati e di giovani studenti universitari).
Poi uno dice Italia.it
Almeno lì qualcosa si vede. Questo servizio, che non si fila nessuno in Rete credo abbia creato danni peggiori.

L’etica della retribuzione
Le modalità di pagamento di un lavoro dicono molto, anzi moltissimo dei committenti. Mostrano quale sia il livello di rispetto della professionalità messa a disposizione se non addirittura la conoscenza stessa di ciò che si va comprando.
È il caso di chi fa sapere ai suoi collaboratori che non accetterà fatture con IVA a esigibilità differità (mi sono stati segnalati almeno tre casi, finora) e che se dovesse vedere arrivare fatture del genere cambierà i suoi rapporti con il collaboratore (!!!) [dei veri animali, direi] oppure di chi neppure si cura di scrivere assolute fesserie negli annunci di lavoro.
Per esempio, perché un editore dovrebbe pagare un giornalista a provvigioni? Si veda questo capolavoro pubblicato da Manpower:
Appuntamento con il TesiCamp a Milano
[Perdonate la pausa, ma in questi giorni stavo seguendo alcuni incontri sul giornalismo investigativo televisivo. Tra breve qualche resoconto dei bellissimi interventi dei giornalisti di Report ecc... portate pazienza.]
Trovo interessante segnalare questa iniziativa dell’amico Alberto: il TESICAMP, che si terrà a Milano venerdì 9 ottobre 2009 a Palazzo dei Giureconsulti nell’ambito di Innovation Circus, la kermesse dell’innovazione tecnologica che si tiene ogni anno nel capoluogo lombardo.
Il Camp ha una finalità intelligente: creare un’occasione di incontro informale tra neolaureati/laureandi che possono illustrare i propri percorsi di ricerca e professionisti/imprese interessate a scovare talenti e nuove idee di business. Complimenti ad Alberto, Luca e Ivan.
Sul sito di TESICAMP troverete tutte le informazioni utili.
Cinguettare di lavoro
Cheezhead suggerisce quelli che a suo giudizio sono i 10 migliori autori americani da seguire via twitter sui temi di lavoro, carriere e selezione.
L’inutilità percepita
La situazione della Ricerca in Italia è come noto assai malmessa. Un modo intelligente di comprendere quali siano le difficoltà è di partire dalle persone, ovvero da chi la ricerca la fa. Nello specifico, i protagonisti dell’Iniziativa interuniversitaria STELLA (Statistiche sul TEma Laureati & Lavoro in Archivio online) hanno deciso di fotografare con lo studio “Il dottore di ricerca: un motore di innovazione per le imprese?” (.PDF) la relazione che esiste tra Ricerca e Occupazione nell’ambito dei dottorati.
I giudizi sui Corsi di dottorato in Italia e sulla preparazione al lavoro di ricercatore sono tutto sommato positivi, così come è elevatissima la percentuale di impiego successivo al conseguimento del dottorato. Il punto debole della catena di produzione del valore di questo prezioso Capitale Umano sfornato dai Dottorati è il fatto che i percorsi di carriera siano orientati in netta prevalenza nel segmento del pubblico impiego e scarsamente nel privato (12% dei casi), con conseguente bassa retribuzione e incrementi in busta paga che premiano il merito pressoché inesistenti. Più dinamico è il settore privato, ma è diffusa la percezione di utilità limitata del titolo di dottore sul mercato del lavoro. “Il titolo è poco compreso dal mondo delle aziende“, si dice nello studio. Per qualcuno questo significa emigrare.
Questo è il giudizio che gli stessi dottori danno dell’utilità del loro titolo sul mercato del lavoro italiano:

Fonte: STELLA-Cilea, 2009






























